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La Legge su “Dopo Di Noi”: le risposte alle critiche infondate del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle afferma che  “sono beneficiari della nuova legge solo 150.000 sui circa 2.000.000 disabili che ancora vivono in famiglia”.

E’  il primo errore dei 5 stelle.

La legge si rivolge a tutte le persone con disabilità grave che sono a rischio di istituzionalizzazione. Non riguarda le persone diventate disabili per naturale invecchiamento, per le quali sono previsti altri servizi.

Il dato dei 150.000 deriva da una stima di coloro che potranno negli anni prossimi avere teoricamente la necessità di accedere ad una soluzione abitativa protetta per evitare il ricovero in Istituto.

Sono persone che vivono in famiglia con genitori ultra sessantacinquenni o che vivono soli e sono privi di genitori, ma che si avvalgono di altri supporti.

Non è ipotizzabile che simultaneamente vengano meno i supporti familiari per tutti i 150.000 disabili nello stesso momento; mentre fin d’ora sarà necessario procedere con la predisposizione di un progetto di vita per far fronte ad eventuali esigenze assistenziali che si dovessero presentare.  A conferma che la platea è solo teorica,  è opportuno tenere conto che attualmente il numero dei ricoverati negli istituti è di circa 32.000.

Attenzione: non sono 32.000 ogni anno che entrano in istituto, ma è il dato consolidato di ricoveri avvenuti in anni pregressi.

I 5 Stelle sostengono che “ai 150.000 disabili  sarebbe destinato un fondo di 90 milioni di cui il 40% andrà agli intermediari privati di servizi – assicurazioni e fondazioni che istituiscono trust. Aggiungono che  se tutti i 150.000 chiedessero di accedere ai servizi pubblici ci sarebbero 30 euro a persona”.

Secondo errore dei pentastellati.

Il Finanziamento previsto dalla legge non è ‘una tantum’, ma è un fondo di 90 milioni a partire dal 2016, collegato agli “obiettivi di servizio” cioè le tappe annuali di graduale costruzione del Livello Essenziale della Prestazione (LEP), quale diritto universale di accesso ai servizi per le persona con disabilità grave.

Lo Stato assume la responsabilità pubblica per il ‘dopo di noi’ e stanzia 270 milioni nel primo triennio.
E’ una palese manipolazione parlare di 30 euro a persona perché presuppone che nel 2016 vengano meno simultaneamente i supporti familiari di 150.000 disabili!

La stima invece è di poche migliaia di unità.

Per quanto riguarda l’ammontare del fondo stanziato è doveroso precisare che a partire dal  2017 una parte del fondo sarà destinato a coprire il mancato introito dell’Erario per le agevolazioni fiscali riconosciute alle famiglie che stipulano una polizza di assicurazione o costituiscono un trust. Nel caso della polizza, il beneficio fiscale per la famiglia è di 44 euro annue, mentre per la famiglia che costituisce un trust è di qualche centinaio di euro: tecnicamente la copertura è prevista nella legge ipotizzando che tutti i 150.000 stipulino una polizza di assicurazione e che l’1%  di essi costituisca un trust: sono ipotesi che non si realizzeranno, perciò abbiamo previsto nella legge (art. 9, co. 2) che  le somme liberate da tale “prenotazione” saranno destinate a finanziare gli interventi pubblici.

Perciò,  nessun favore agli intermediari, ma modestissime agevolazioni fiscali alle famiglie allo scopo di ricondurre legittime scelte individuali ad un progetto solidaristico e comunitario che si integra con gli interventi finanziati dal fondo pubblico.

Aggiungono ancora i 5 Stelle che “viene aumentata la forbice e la discriminazione tra famiglie povere e famiglie che godono di buona situazione economica. Per accedere al beneficio delle polizze bisogna avere un reddito superiore a 20.000 euro, il beneficio per il trust è consentito soltanto a chi ha reddito superiore a 1.500.000 euro e le persone che lo potranno scegliere sono 1430”.

Terzo errore di chi cerca di contrastare la legge con argomenti inconsistenti.

Nella realtà solo con la legge si evitano le differenze fra i benestanti che possono disporre di ricchi patrimoni per i propri figli ed i poveri che hanno la sola prospettiva del ricovero in istituto.

Con la legge riduciamo le differenze ed a tutti garantiamo il diritto a vivere con “chi vuole e dove vuole”.

Migliaia di famiglie vivono con angoscia la prospettiva di un futuro incerto per i propri figli con disabilità, ma con questa legge troveranno sostegno tutte le iniziative che già i genitori hanno talvolta cercato di realizzare con risorse proprie e talaltra hanno progettato chiedendo il sostegno pubblico che finalmente con la nuova legge sarà possibile.

La legge non impone alcuna delle soglie sopra descritte (20.000, 1.500.000, 1430) che rappresentano solo le stime utilizzate dalla  Ragioneria Generale dello Stato ai fini delle coperture.

 Il Movimento 5 Stelle afferma che  valuta sempre “il merito” delle leggi da votare.

Constato che in questo caso il “merito” avrebbe meritato un voto unanime del Parlamento soprattutto perché le ragioni del dissenso sono palesemente insussistenti.

Poiché le critiche rivolte alla legge sono infondate i 5 Stelle si sono resi responsabili di una grave strumentalizzazione delle persone disabili e ciò è particolarmente inaccettabile.

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