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Archivi per il mese di “maggio, 2016”

Nuovo ISEE: subito ma sia equo

ISEE
Martedì è stato approvato l’A.C. 3822  di conversione in legge del Decreto Legge n 42/2016 (c.d. Decreto Scuole Belle) in cui è stata inserita (art 2 sexies) una norma transitoria di revisione del calcolo dell’ISEE riguardante i nuclei familiari in cui sia presente una persona con disabilità (nelle more dell’adozione delle modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, volte a recepire le sentenze del Consiglio di Stato e che richiederanno tempi più lunghi).

In quell’occasione ho presentato un OdG sull’ ISEE che è stato accolto dal Governo. questo significa che le cose scritte nell’OdG diventano indirizzi vincolanti per il Governo nella definizione del nuovo regolamento ISEE.

 

 

 

Per il rispetto della libertà di culto

Si è completato oggi l’iter con l’approvazione in aula della nuova legge sul consumo del suolo.
Con l’adesione di tutti i colleghi deputati del Partito Democratico del Veneto, ho presentato un ordine del giorno, accolto dal Governo, che prevede una azione di vigilanza governativa sugli strumenti urbanistici affinché sia assicurata la previsione di spazi e strutture da destinare all’esercizio pubblico del culto, nel rispetto del pluralismo religioso, senza alcuna discriminazione nei confronti di singole confessioni.
Ricordo che recentemente si è pronunciata in tal senso la Corte Costituzionale dichiarando incostituzionale la legge regionale lombarda ‘anti-moschee’. Tale pronunciamento non ha indotto la maggioranza leghista del Consiglio Regionale veneto ad evitare altra figuraccia, invece perseverando nell’usare temi delicati per facile propaganda, Zaia & co. hanno votato una legge chiaramente incostituzionale, che limita la libertà di culto e quindi la libertà religiosa.
L’ordine del giorno accolto dal Governo costituisce un primo freno alla legge regionale in attesa dello stop definitivo che arriverà dalla Corte Costituzionale.
Ecco il testo dell’ordine del giorno accolto dal Governo.

La Camera, 
   premesso che: 
    il disegno di legge 2039-A stabilisce principi fondamentali per la valorizzazione e la tutela del suolo, con particolare riguardo alle superfici agricole e alle aree sottoposte a tutela paesaggistica al fine di contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile; 
    il contenuto del provvedimento è riconducibile nel suo complesso alle materie «governo del territorio», attribuita alla competenza concorrente tra Stato e regioni (articolo 117, terzo comma della Costituzione), e «tutela dell’ambiente», ascritta alla competenza esclusiva statale (articolo 117, secondo comma della Costituzione); 
    le iniziative previste dal testo prevedono l’adeguamento degli strumenti di pianificazione del territorio in coerenza con i principi della presente legge, ed inoltre è previsto in particolare all’articolo 3, comma 1, la emanazione di un decreto interministeriale, tenuto conto della deliberazione della Conferenza unificata, per la definizione, in coerenza con gli obiettivi stabiliti dall’Unione europea, della riduzione progressiva vincolante, in termini quantitativi, di consumo del suolo a livello nazionale; 
    sono inoltre previsti vari interventi di tipo sostitutivo all’articolo 3, comma 2, al comma 6, comma 9, ed all’articolo 4 sono indicate le modalità per perseguire gli obiettivi della presente legge anche mediante gli strumenti della perequazione, compensazione e incentivazione urbanistica; 
    in tale contesto, è opportuno fin d’ora tener conto di quanto sta emergendo per iniziativa di alcuni consigli regionali in materia di nuove norme urbanistiche per disciplinare la realizzazione di edifici e attrezzature di interesse comune per servizi religiosi. Trattasi di norme che di fatto introducono forti limitazioni per chi vuole aprire un luogo di culto, limitando così l’esercizio della libertà religiosa. 
    La Corte Costituzionale si è più volte espressa sulla questione e da ultimo con la sentenza n. 63/2016 sulla legge regionale della Lombardia rilevandone la incostituzionalità. Ciò nonostante alcune regioni reiterano analoghe norme in evidente contrasto con gli orientamenti della Corte,
impegna il Governo
a vigilare anche nell’attuazione della presente legge acché le Regioni rispettino gli orientamenti della Corte Costituzionale in tema di  libertà di culto affinché gli strumenti urbanistici assicurino la previsione di spazi e strutture da destinare all’esercizio pubblico del culto, nel rispetto del pluralismo religioso, senza alcuna discriminazione delle singole confessioni. 
9/2039-A/23. Miotto, Martella, Casellato, Crimì, Crivellari, Zoggia, Rubinato, Rostellato, Camani, Naccarato, Narduolo, Moretto, Sbrollini, Ginato, Braga, Murer, Zan, Mognato, De Menech, Zardini, D’Arienzo, Rotta, Dal Moro.

art_19_costituzione

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